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Dr.ssa Branca Fabiola Giuseppina
MEDICO CHIRURGO - SPEC. IN FISIATRIA
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©2024 Dott.ssa Fabiola Branca
PROTOCOLLO PARKINSON

Il Parkinson non è solo tremore!
Il morbo di Parkinson è una malattia neurodegenerativa complessa che coinvolge molto più del movimento.
Oltre ai classici sintomi motori, esistono numerosi sintomi non motori che spesso compaiono anni prima della diagnosi e influiscono profondamente sulla qualità della vita.
Sintomi motori
Sintomi non motori
Molti di questi disturbi derivano da un’alterazione del metabolismo energetico neuronale e da un’infiammazione cronica che coinvolge il sistema nervoso centrale e periferico.

ll Parkinson viene spesso visto solo come una malattia della dopamina.
Ma la ricerca dimostra che la sua progressione è legata anche a carenze vitaminiche, infiammazione e metabolismo energetico.
Il Parkinson non è solo mancanza di dopamina. È una malattia multifattoriale in cui vitamina D, B12, tiamina e microbiota giocano un ruolo fondamentale.
Un approccio integrato che corregga le carenze e sostenga il metabolismo cellulare può fare la differenza nella qualità della vita dei pazienti.
Il mio approccio terapeutico

Nel mio studio seguo un protocollo specifico per il Parkinson.
L’obiettivo è migliorare la funzionalità, ridurre la rigidità e aumentare l’energia, restituendo alla persona un maggiore controllo sul proprio corpo e sulla propria vita. Per questo mi avvalgo di dosaggi bilanciati di Vitamina D e B1.
La vitamina D svolge un ruolo neuroprotettivo: livelli bassi sono stati associati a una maggiore progressione della malattia e a un peggioramento della funzione motoria.
La vitamina B1 (tiamina) è essenziale per la produzione di energia nei neuroni. Alcuni studi clinici hanno mostrato che alte dosi di B1 possono migliorare la rigidità, i tremori e la lentezza nei pazienti parkinsoniani.
L’associazione di vitamina D e B1 può supportare i processi neuronali e ridurre lo stress ossidativo e infiammatorio tipico della malattia.
Mantenere ottimali i livelli di vitamina D e valutare l’integrazione di vitamina B1 ad alte dosi può diventare parte integrante di un approccio globale al Parkinson.
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