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Dr.ssa Branca Fabiola Giuseppina

MEDICO CHIRURGO - SPEC. IN FISIATRIA

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©2024 Dott.ssa Fabiola Branca

PROTOCOLLO PARKINSON

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Il Parkinson non è solo tremore!

 

Il morbo di Parkinson è una malattia neurodegenerativa complessa che coinvolge molto più del movimento.

Oltre ai classici sintomi motori, esistono numerosi sintomi non motori che spesso compaiono anni prima della diagnosi e influiscono profondamente sulla qualità della vita.

 

Sintomi motori

  • Tremore a riposo
  • Rigidità muscolare
  • Movimenti rallentati (bradicinesia)
  • Instabilità posturale e difficoltà di equilibrio
  • Difficoltà nel cammino, passo trascinato o blocchi improvvisi

 

Sintomi non motori

  • Disturbi del sonno
  • Ansia, depressione, apatia
  • Stipsi e disturbi gastrointestinali
  • Dolori muscolari e crampi
  • Alterazioni dell’olfatto
  • Stanchezza cronica
  • Calo cognitivo e rallentamento mentale

 

Molti di questi disturbi derivano da un’alterazione del metabolismo energetico neuronale e da un’infiammazione cronica che coinvolge il sistema nervoso centrale e periferico.

 

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ll Parkinson viene spesso visto solo come una malattia della dopamina.

 

Ma la ricerca dimostra che la sua progressione è legata anche a carenze vitaminiche, infiammazione e metabolismo energetico.

 

 

  • Vitamina D: livelli bassi sono associati a peggioramento motorio, maggiore rischio di cadute e declino cognitivo (Neurology, 2014).
  • Vitamina B12 e omocisteina: la carenza di B12 e l’iperomocisteinemia accelerano il declino motorio e cognitivo (Nutrients, 2015).
  • Tiamina (vitamina B1) ad alte dosi: diversi studi clinici italiani hanno mostrato che la somministrazione di tiamina ad alto dosaggio migliora significativamente i sintomi motori e non motori, probabilmente per il suo ruolo nel metabolismo mitocondriale e nella produzione energetica neuronale (Costantini et al., J Altern Complement Med, 2013).
  • Microbiota intestinale: squilibri del microbiota possono contribuire a neuroinfiammazione e peggioramento dei sintomi.

 

Il Parkinson non è solo mancanza di dopamina. È una malattia multifattoriale in cui vitamina D, B12, tiamina e microbiota giocano un ruolo fondamentale.

 

Un approccio integrato che corregga le carenze e sostenga il metabolismo cellulare può fare la differenza nella qualità della vita dei pazienti.

Il mio approccio terapeutico

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Nel mio studio seguo un protocollo specifico per il Parkinson.

L’obiettivo è migliorare la funzionalità, ridurre la rigidità e aumentare l’energia, restituendo alla persona un maggiore controllo sul proprio corpo e sulla propria vita. Per questo mi avvalgo di dosaggi bilanciati di Vitamina D e B1.

 

La vitamina D svolge un ruolo neuroprotettivo: livelli bassi sono stati associati a una maggiore progressione della malattia e a un peggioramento della funzione motoria.

 

La vitamina B1 (tiamina) è essenziale per la produzione di energia nei neuroni. Alcuni studi clinici hanno mostrato che alte dosi di B1 possono migliorare la rigidità, i tremori e la lentezza nei pazienti parkinsoniani.

 

L’associazione di vitamina D e B1 può supportare i processi neuronali e ridurre lo stress ossidativo e infiammatorio tipico della malattia.

 

Mantenere ottimali i livelli di vitamina D e valutare l’integrazione di vitamina B1 ad alte dosi può diventare parte integrante di un approccio globale al Parkinson.

 

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